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L'ottimismo delle aziende europee è quest'anno in netta diminuzione, come evidenzia il drastico calo del rendimento aziendale denunciato dai top manager europei nel corso degli ultimi 12 mesi. Di conseguenza, le previsioni sul 1999 risultano particolarmente caute.

Malgrado l'entusiasmo che ha contraddistinto l'adesione all'UEM 12 mesi fa, e i suoi evidenti benefici per il business, i manager europei, complessivamente, sono scettici sull'impatto positivo che la nuova valuta potrà avere sulle attività commerciali, mentre appaiono più sicuri sulle prospettive a lungo termine, prevedendo una dura battaglia contro il dollaro per conseguire lo status di principale valuta internazionale.

Inoltre, sebbene la maggioranza delle imprese interpellate preveda uno scarso impatto delle crisi economiche in atto in Asia, Russia e Brasile, emerge tuttavia la preoccupazione che la situazione economica mondiale possa condizionare significativamente le loro attività.

L'EURO MINACCIA LA SUPREMAZIA DEL DOLLARO SUI MERCATI VALUTARI INTERNAZIONALI

A poche settimane dall'avvio dell'Euro (quando è stata effettuata l'indagine), solo il 44% dei manager intervistati riteneva che la sua azienda avrebbe registrato nei prossimi 12 mesi miglioramenti nelle attività di business grazie alla nuova valuta. Questo dato smentisce i riscontri dei due anni precedenti che evidenziavano la convinzione che l'adesione all'UEM avrebbe portato sostanziali benefici alle aziende. Allo stesso tempo, però, la stessa percentuale di imprese ritiene che la nuova valuta rimpiazzerà entro 10 anni il dollaro statunitense come principale divisa internazionale.

SIGNIFICATIVO RIBASSO NEL RENDIMENTO E NELL'OTTIMISMO DELLE PRINCIPALI AZIENDE EUROPEE

L'ottimismo manifestato lo scorso anno dalle aziende europee non ha trovato riscontro nella realtà. Quest'anno, in realtà, solo il 30% degli intervistati ha registrato un miglioramento delle proprie attività di business, rispetto al 57% (quasi il doppio) che aveva previsto un miglioramento netto (migliore meno peggiore) per gli ultimi 12 mesi, e al 51% che aveva segnalato un miglioramento del rendimento 12 mesi fa. Anche l'ottimismo netto delle imprese per i prossimi 12 mesi - fatto non sorprendente - è sceso analogamente al 31%.

A questo proposito, si osservano alcune significative differenze tra le diverse nazioni: la più rilevante è costituita da un sensibile calo dei livelli di rendimento aziendali in Gran Bretagna, nazione che ha sorpassato la Francia. La Germania ha invece preso il posto della Francia in termini di prospettive di business negative. I riscontri di quest'anno rivelano, poi, un rinnovato ottimismo delle aziende spagnole, con il miglior tasso di rendimento aziendale e il miglior ottimismo netto. Secondo i top manager europei, la Spagna farà registrare la maggiore crescita economica nei prossimi 3 anni.

PREVISIONI POCO INCORAGGIANTI PER L'OCCUPAZIONE

Il significativo calo di rendimento e ottimismo si rispecchia nella prevista riduzione dell'occupazione nei prosimi 6 anni. La Gran Bretagna ha fatto registrare il maggiore calo di tutti i tempi, con un allarmante inversione di tendenza, per la prima volta negli ultimi 3 anni, dalla crescita ad una forte perdita di forza lavoro.

Quest'anno solo l'Olanda e la Spagna mostrano qualche segnale positivo, con una previsione di leggera crescita nelle loro aziende.

LE AZIENDE TEDESCHE ANCORA IN PRIMA LINEA

Anche se le imprese tedesche sono le più pessimiste sul loro futuro, i top manager europei classificano la Germania al primo posto in termini di crescita delle esportazioni e di minore inflazione. Nel complesso, le aziende tedesche sono giudicate le migliori per quanto riguarda la conduzione del business. Gli intervistati concordano sul fatto che le società tedesche, disponendo dei migliori manager e reinvestendo i loro profitti di business, sono decisamente all'avanguardia, "facili" nei rapporti d'affari e attente nella relazione con i propri dipendenti e clienti.

L'EUROPA OCCIDENTALE SI VACCINA CONTRO L'INFLUENZA ASIATICA

Dal sondaggio risulta anche che le crisi economiche in Asia, Russia e Brasile avranno un impatto minimo sulle imprese europee nei prossimi 12 mesi; e questo pur considerando la situazione economica globale un fattore di sicura preoccupazione. Tuttavia, lo "spettro asiatico" è in continua crescita. Mentre le aziende, tre anni fa, erano propense a prevedere che all'inizio del 21º secolo il loro fatturato sarebbe derivato in misura pressoché uguale dall'Asia e dall'Europa Occidentale, quest'anno le stesse sembrano prendere decisamente le distanze dall'Asia (dal 31% del 1995 al 6% di quest'anno). La maggioranza degli intervistati prevede per contro che, nel prossimo decennio, la principale fonte di crescita del fatturato sarà rappresentata dall'Europa Occidentale.

CRESCITA DELLA COMUNICAZIONE ELETTRONICA

I top manager europei utilizzano in misura sempre maggiore le diverse tecnologie di comunicazione e la stragrande maggioranza di loro naviga abitualmente su Internet, con un significativo incremento rispetto allo scorso anno. L'utilizzo della posta elettronica ha superato quello del telefono cellulare e quasi tutte le aziende sono ora presenti su Internet con diverse finalità, tra cui il marketing e la ricerca di informazioni. La diffusione del commercio elettronico è però ancora lontana, principalmente ostacolata da una mancanza di richiesta da parte dei potenziali consumatori.

Infine, con l'approssimarsi dell'anno 2000, i top manager europei guardano con preoccupazione alle possibili conseguenze per i computer. I tedeschi al proposito si dicono meno preoccupati, mentre quasi nove manager britannici su dieci denunciano seri timori, soprattutto per il viaggiare.

NUOVI STILI DI LAVORO

La flessibilità dell'orario di lavoro si diffonderà, secondo il sondaggio, nei prossimi cinque anni. I manager britannici opteranno verosimilmente per il lavoro a domicilio e per uno stile casual sul posto di lavoro, mentre gli olandesi prevedono maggiori strutture di servizio per i figli dei propri dipendenti. Molte aziende francesi invece ipotizzano la settimana di 4 giorni. Quanto poi alle qualità essenziali che i manager di successo devono avere, risultano la creatività e la capacità di motivare i propri collaboratori. Questa ricetta di successo è praticata da gran parte dei manager europei che preferiscono incontrare i propri clienti a pranzo, con gli italiani che prediligono la colazione o la cena.

 


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